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A scanso di equivoci. Questo è un sito aperto a tutti. Speriamo, con il passare del tempo, di inserirvi contenuti tali da renderlo interessante e soprattutto utile. Ciò significherà raccontare le nostre esperienze o raccogliere quelle di altri. Chi vuole pubblicare un report o un articolo pertinente con i contenuti del sito è il benvenuto.
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Kaiten non ha nulla a che vedere con i siluri pilotati da kamikaze durante la seconda guerra mondiale. In Giappone ogni lemma ha svariati significati e in questo caso è inteso come cerchio, rotazione, giro. L’idea nasce dalla pratica delle arti marziali, più precisamente dall’Aikido. La rotazione del corpo, basso sul baricentro, con i piedi che sfiorano in modo invisibile il terreno poiché coperti dall’hakama (i larghi pantaloni calzati dai samurai), dona ad esso incredibile stabilità dinamica. Del pari in un team di subacquei l’equilibrio e l’unione delle forze che lo compongono lo rendono efficace, stabile, sicuro in qualsiasi circostanza, in qualsiasi immersione. Il nucleo centrale è basato sui fondamenti del sistema D.I.R.: abilità, esperienza, robusta configurazione dell’attrezzatura. Il pensiero è rivolto ad un unico obiettivo e le procedure da adottare sono le medesime per tutti i componenti. Questo è il punto di riferimento.
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D.I.R. è acronimo di Doing It Right. Oggi esso rappresenta il più evoluto sistema di immersione al mondo. Nasce nella seconda metà degli anni ’90 quale retaggio dell’immensa esperienza accumulata dai subacquei del WKPP (Woodville Karst Plain Project). La sua diffusione e la sua codifica sono merito di due straordinari esploratori: Jarrod Jablonski e George Irvine. JJ ha avuto la capacità di comprendere l’immensa portata di ciò che stava nascendo mentre G.I., geniale, duro e inflessibile, ha saputo mettere a tacere i tanti detrattori che hanno provato ad attaccarli su ogni fianco ciò grazie anche alle straordinarie imprese di cui è stato, insieme a JJ, protagonista. Nel 1998 viene fondata la G.U.E. (Global Underwater Explorers), una fondazione no-profit che si propone di diffondere il sistema D.I.R. a livello mondiale. Nel 2000 il sistema sbarca in Italia e, grazie alla passione di Paolo Passalacqua viene fondata l’associazione (Dir-Italia). Con il passare del tempo la quantità di subacquei che ha adottato (purtroppo, in molti casi, svilendolo) il sistema DIR è aumentata in modo esponenziale. Oggi molte agenzie didattiche fanno riferimento ai modelli che il sistema ha proposto riconoscendo in essi quello che può essere ritenuto “lo stato dell’arte” dell’immersione subacquea in termini di sicurezza, efficenza e solidità.

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La culla del sistema DIR. All’interno di questo gruppo sono cresciuti i più grandi subacquei al mondo: George Irvine, Jarrod Jablonski, Lamarr English, Parker Turner, Bill Gavin e via discorrendo. Durante le loro straordinarie imprese hanno affinato il più evoluto sistema di immersione al mondo successivamente battezzato “Doing It Right”. L’utilizzo di una configurazione assolutamente funzionale e standardizzata per tutti i membri del team; lo sviluppo di singole procedure e quelle di squadra; lo studio delle più efficienti tecniche decompressive e l’eliminazione di tutto ciò è superfluo ha generato, in anni di pratica, un sistema complesso ma straordinariamente efficace grazie alla semplicità della sua struttura.

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E’ la “versione europea” del WKPP. Anche in questo caso parliamo di un gruppo che ha riunito subacquei dotati di straordinarie capacità tra cui Reinhard Buchaly e Michael Waldbrenner. Le loro esplorazioni hanno fama mondiale e va ricordato che sono state portate a termine in condizioni proibitive per la difficoltà di accesso alle imboccature, per le dimensioni dei passaggi e, non di meno, per la temperatura dell’acqua nelle grotte del vecchio continente.

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Jacques-Yves Cousteau (1910-1997)

Il comandante Cousteau è stato il primo e il più grande esploratore subacqueo di tutti i tempi. Ex ufficiale della marina ha contribuito alla progettazione del primo sistema scuba e alla sua sperimentazione. Insieme a Dumas, Taillez, Diolé e, non ultimo, Falco ha solcato i mari del globo a bordo della motonave Calypso. Le sue avventure lo hanno reso famoso in tutto il mondo e altrettanto hanno fatto le battaglie che ha combattuto per la difesa degli oceani. Nella sua lunghissima carriera ha vinto ben 3 premi oscar, ha ricevuto onorificenze dalle mani di John Fitzgerald Kennedy e Ronald Reagan, dalla regina Elisabetta e da autorità e capi di stato di mezzo mondo. Questa è una storia lunghissima e invitiamo i lettori ad un approfondimento attraverso la lettura delle decine di opere che ha scritto. Gli è sicuramente dovuto un tributo per l’eredità che ci ha lasciato e lo straordinario esempio che la sua vita ci porta.

La prima onda del mare (J-Y Cousteau)

Ancora vacillante, il bimbo cammina sulla spiaggia. Si muove senza esitare verso il mare che vede per la prima volta. Si arresta improvvisamente, stupito: la prima onda si è appena infranta innanzi i suoi piedi con un rumore di seta. I suoi occhi guardano lontano, spalancati su quanto celato dall'orizzonte. La prima onda del mare arresta la corsa del bambino, ma -al contempo- lo trasporta lontano. L'acqua nella quale ha vissuto i suoi primi mesi, là, improvvisamente innanzi a lui; quella immensa, carezzevole e minacciosa al tempo stesso. Questa rivelazione di infinito, l'ho provata innanzi tutto io stesso ed ha motivato la mia vita e la mia conoscenza. Mi sono lanciato senza riserva alcuna in una vita dedicata al mare. I compagni, con i quali ho diviso le tumultuose avventure delle prime immersioni con l'autorespiratore, le missioni della motonave Calypso e la lotta per proteggere il mare e le fragili acque del nostro pianeta, hanno vissuto gli stessi miei entusiasmi e timori. Abbiamo imparato insieme che le realtà dell'oceano, dell'universo e della vita erano una fonte infinita di stupefazione. Abbiamo notato che gli animali marini sono sottoposti alle stesse leggi delle creature che popolano le giungle terrestri, a conferma dell'unità della vita. Per poter percepire i legami che uniscono tutti gli esseri viventi, al fine di meglio comprendere il miracolo della nostra stessa vita, lasciamo infrangere su di noi la prima onda del mare.


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